Gestione della rabbia: dare la colpa agli altri non aiuta

gestione della rabbia

Prima o poi tutti nella vita si trovano a dover fare i conti con la gestione della rabbia. La rabbia è un’emozione normale, un sentimento sano che deve essere esperito ed espresso. La rabbia è un’emozione che ci permette di difenderci e di confrontarci per non far calpestare i nostri diritti. Qualche volta però la persona che prova rabbia può incolpare chi non ha colpa e arrivare a umiliarlo o ferirlo sia psicologicamente che fisicamente. Ci sono tanti modi per esprimere la rabbia da quelli più costruttivi a quelli più distruttivi che rovinano le relazioni.

Alcune persone non riescono a contenere la rabbia, la sentono crescere velocemente dentro di loro, poi la sentono scoppiare in testa e non riescono più a pensare con calma e razionalità. Queste persone possono rompere oggetti, offendere e denigrare le persone attorno a loro, diventare violenti e creare situazioni spiacevoli di cui poi si pentiranno. Spesso queste persone motivano i loro gesti violenti incolpando gli altri per averli fatti arrabbiare e per averli fatti arrivare al punto da esprimere fisicamente la loro rabbia. Pensano che l’innesco della miccia della loro ira sia il comportamento di un’altra persona, ma così facendo non considerano affatto le variabili che dipendono da sé stessi. Infatti proiettano la colpa sugli altri generando un circolo vizioso di emozioni negative che da una prima sensazione di potere porta in un secondo momento a senso di colpa e a fare i conti con conseguenze disastrose per la
propria vita e i propri rapporti. Innanzitutto bisogna capire che l’emozione della rabbia è generata dai nostri pensieri che sono spesso distorsioni della realtà, percezioni errate che spesso utilizziamo inconsapevolmente. Per esempio spesso pensiamo che gli altri si “debbano” comportare in modo diverso con noi, quel verbo così assoluto ci predispone ad avere delle aspettative erronee per cui ci aspettiamo veramente che gli altri facciano quello che noi vogliamo, perdendo di vista il fatto che potrebbero non farlo. Un modo più razionale di pensare che  non far nascere il sentimento della rabbia è questo “sarebbe fantastico se lo facesse, ma anche se non lo fa non crolla il mondo”.

Gestione della rabbia: come capire se si ha bisogno di un aiuto psicologico?

  1. Verificare il numero delle volte in cui si ci arrabbia. Tenere un diario giornaliero e verificare quante volte ci sia arrabbia durante il giorno.
  2. Se si nutre un sentimento di nervoso, di ira, se basta un nonnulla per farci alzare la voce vuol dire che dobbiamo accettare di avere un problema e chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta esperto nella gestione della rabbia.
  3. A volte non è la quantità di volte che ci può preoccupare, quanto la modalità che viene adottata. Se infatti durante un litigio lanciamo oggetti, rompiamo cose o addirittura usiamo fisicamente violenza contro gli altri, dobbiamo immediatamente chiedere un consulto ad uno psicologo esperto in gestione della rabbia.
  4. Il senso di colpa è un buon campanello d’allarme. Se ci sentiamo in colpa dopo un litigio, se abbiamo incolpato gli altri per i nostri eccessi di rabbia, se il desiderio è di non riprovare mai più queste sensazioni, allora il consiglio è di rivolgerti a uno psicoterapeuta prima di correre il rischio di fare del male a te stesso o ad altri.
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